A Palazzo Chigi il conto alla rovescia è iniziato. La scelta sulle prossime Olimpiadi non può più aspettare, e il governo accelera, cambiando marcia. L’ipotesi sul tavolo è inedita: assegnare insieme i Giochi del 2034 e del 2038. Una mossa che spezza con il passato, cercando di mettere ordine in un processo spesso incerto e travagliato. Intanto, la Svizzera fa capolino come possibile candidata per il 2038, mentre la Svezia resta esclusa, ancora una volta, dal giro internazionale.
Doppia assegnazione, la mossa del governo per non perdere terreno
Il governo italiano sta correndo per chiudere la partita delle candidature olimpiche con una strategia inedita: scegliere in un colpo solo le sedi per due edizioni consecutive. Dietro questa scelta c’è la necessità di evitare i rischi di ritardi o rinunce che hanno segnato le ultime gare per l’assegnazione dei Giochi.
L’idea è chiara: decidere insieme i Giochi del 2034 e del 2038 per avere un quadro più stabile e definito, con un calendario che permetta di pianificare senza sorprese. È un cambio netto rispetto al passato, quando ogni edizione veniva decisa singolarmente e con anni di distanza.
Dal governo spiegano che questa doppia assegnazione aiuterà a rafforzare il dialogo con le città candidate e a pianificare meglio le risorse economiche. Inoltre, ridurrà i costi legati a ricorsi o imprevisti dell’ultimo minuto. E non è da sottovalutare che questa scelta potrebbe dare una spinta in più alle proposte italiane, inserendole in un contesto di investimenti più sicuro e chiaro.
La priorità resta la candidatura italiana per il 2034, ma si apre anche la possibilità di giocare un ruolo importante nel 2038, magari stringendo alleanze con altri paesi europei.
Svizzera in corsa per il 2038: una proposta solida sulle Alpi
Mentre l’Italia si concentra sul 2034, la Svizzera fa sul serio per il 2038. Fonti vicine alla candidatura parlano di una località alpina già esperta nell’organizzazione di eventi invernali di alto livello. Berna sta muovendo passi decisi per presentare un progetto credibile e ben supportato.
La Svizzera punta sulla sua esperienza nel turismo e su impianti sportivi all’avanguardia, insieme a un solido sostegno politico e finanziario da parte delle autorità. La mossa di candidarsi in anticipo vuole offrire al Comitato Olimpico Internazionale un’alternativa concreta in un momento in cui molte città restano incerte.
Con alle spalle eventi olimpici invernali già ospitati, la candidatura svizzera si presenta anche come modello di sostenibilità, con un occhio attento all’efficienza energetica e al rispetto dell’ambiente, temi ormai fondamentali nel mondo dello sport.
Le prossime settimane saranno decisive per capire come risponderanno gli altri aspiranti e quale sarà la linea della federazione olimpica.
Svezia esclusa: i motivi dietro il nuovo stop internazionale
Nonostante gli sforzi e gli investimenti degli ultimi anni, la Svezia resta fuori dai giochi. La candidatura, che ruota intorno a Stoccolma e altre città scandinave, non ha convinto il Comitato Olimpico Internazionale né gli altri attori europei.
Il problema principale riguarda la sostenibilità economica e le conseguenze sociali: le autorità svedesi non sono riuscite a dissipare i dubbi su costi che potrebbero superare le previsioni e su ritorni incerti degli investimenti pubblici e privati.
In più, qualche perplessità riguarda le infrastrutture, in particolare trasporti e accoglienza, elementi essenziali per il successo di un evento di questa portata. Su questi punti la Svezia non ha dato garanzie sufficienti.
A complicare il quadro ci sono stati ritardi nel definire il piano organizzativo e una mancanza di consenso politico unanime. Per ora, la candidatura scandinava è esclusa dalle edizioni in gioco con la doppia assegnazione. Il futuro potrebbe riservare nuove opportunità, ma prima la Svezia dovrà colmare un gap importante in termini di credibilità e preparazione.
L’assegnazione in contemporanea di due edizioni olimpiche segna un cambio di passo nelle dinamiche internazionali di questo evento. Con la Svizzera in pole per il 2038 e l’Italia che punta forte sul 2034, la partita si infiamma. Nel frattempo, la Svezia resta a guardare, chiamata a riflettere e a riorganizzarsi. Nei prossimi mesi si capirà meglio come si muoveranno le candidature e si definirà il calendario dei grandi Giochi dei prossimi decenni.
