Giulio Regeni: alla Statale di Milano la proiezione del documentario “Tutto il male del mondo” per il decimo anniversario

Redazione

7 Aprile 2026

Milano, 7 aprile 2026. Dieci anni senza Giulio Regeni: il tempo non ha cancellato quel nome, né il dolore che porta con sé. L’Università Statale di Milano, il 13 aprile, riapre il sipario su quella vicenda con la proiezione di Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, nell’aula magna dell’ateneo. È un film che accende ancora le discussioni, specie dopo che il ministero della Cultura ha negato il finanziamento, scatenando un acceso dibattito politico. Ma questa serata è solo l’inizio: la Statale dà il via a una serie di incontri e proiezioni in tutta Italia, un’iniziativa voluta dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Un momento per non dimenticare, per capire cosa significhi davvero la libertà di ricerca, e per tenere viva la memoria di Regeni.

76 università unite per difendere la libertà di ricerca

Quest’anno la commemorazione di Giulio Regeni si traduce in una serie di eventi che coinvolgono ben settantasei atenei italiani e si protrarranno per due mesi. Sono quindicimila le persone – tra studenti, docenti e ricercatori – chiamate a partecipare a incontri e proiezioni dedicate al tema della libertà di ricerca, il cuore dell’eredità lasciata dal giovane ricercatore scomparso in Egitto nel 2016.

L’evento di apertura a Milano prevede la visione del documentario, seguita da una tavola rotonda moderata da Lorenza Ghidini, direttrice di Radio Popolare. Tra i relatori ci saranno Stefano Simonetta, prorettore ai Servizi agli studenti e Diritto allo studio della Statale, Emanuele Cava, regista del film, i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, e l’avvocata della famiglia Alessandra Ballerini. Un momento importante per riflettere sulle difficoltà che incontra chi fa ricerca in contesti ostili e sulla necessità di difendere i diritti umani, temi che la vicenda di Giulio ha tragicamente riportato al centro del dibattito pubblico.

L’obiettivo è far dialogare la comunità accademica e civile italiana attorno al valore della ricerca libera, vista come pilastro non solo della scienza ma anche delle democrazie.

La forza della famiglia Regeni e il ruolo dell’università

Elena Cattaneo, senatrice a vita e docente alla Statale, ha evidenziato il ruolo determinante della famiglia Regeni, la cui tenacia ha impedito che la storia di Giulio si chiudesse con la sua morte. La senatrice ricorda come la vicenda abbia acceso un movimento culturale a difesa della libertà di ricerca, che ancora oggi coinvolge studenti e professori in tutta Italia.

I genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, hanno ribadito il loro impegno a mantenere viva la memoria del figlio, sottolineando quanto sia importante proteggere chi studia e fa ricerca, soprattutto i più giovani come dottorandi e studenti. Per loro, queste iniziative nazionali rappresentano un modo per trasformare il dolore in azioni concrete, affinché tragedie come quella di Giulio non si ripetano.

Anche la rettrice della Statale, Marina Brambilla, ha espresso soddisfazione per la scelta di partire proprio da Milano con un progetto che mette insieme formazione, scienza e cultura attorno ai diritti umani. Il suo intervento ha sottolineato l’impegno dell’ateneo nel promuovere valori di legalità, pace e rispetto delle libertà fondamentali, temi al centro della missione accademica e civile.

Queste iniziative rappresentano un gesto di resistenza civile, un richiamo alla memoria e all’impegno collettivo che riguarda non solo la comunità scientifica, ma l’intera società italiana.

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