Venerdì pomeriggio a Gorle, un paese della Val Seriana, le lancette correvano più veloci del solito. Una Volkswagen Taigo sfrecciava a 140 all’ora, trasformando le tranquille strade in un circuito pericoloso. L’inseguimento è partito da un controllo di routine, ma in pochi secondi è diventato una fuga ad alta velocità, con curve azzardate e sorpassi rischiosi. Il conducente, un uomo di origine marocchina, non ha esitato a mettere a repentaglio la sicurezza di chiunque si trovasse sul suo cammino. Il passeggero, invece, ha scelto la fuga a piedi, abbandonando l’auto in mezzo alla strada. È successo il 5 aprile 2026, tra vie strette e campagne di Gorle, lasciando dietro di sé tensione e incredulità.
Fuga spericolata tra le vie del paese
La fuga è partita con sorpassi pericolosi e manovre fuori legge. La Volkswagen con due persone a bordo è stata notata da una pattuglia dei carabinieri impegnata nei controlli di routine. Il mezzo ha attraversato semafori rossi, ha svoltato contromano e ha affrontato curve a tutta velocità, toccando i 140 km/h. Le strade di Gorle sono diventate un pericolo costante per chi si trovava in giro. È stata proprio questa guida spericolata a spingere i carabinieri a inseguire il veicolo, consapevoli del rischio enorme che correvano gli altri utenti della strada.
L’auto ha proseguito la corsa non solo sulle strade principali, ma anche su strade secondarie e sterrate, attraversando più comuni della zona: da Gorle a Ranica, passando per Villa di Serio, Alzano Lombardo e fino ad Albino. I carabinieri sono rimasti sempre a pochi metri dalla Volkswagen, pronti a bloccare il fuggitivo. Nel frattempo, il passeggero ha deciso di scendere dall’auto e darsi alla fuga a piedi, sparendo tra i campi che circondano la zona.
Il finale tra le campagne di Albino: l’arresto dopo l’incidente
Dopo chilometri di inseguimento ad alta tensione, la corsa si è conclusa ad Albino. Il conducente, un quarantenne marocchino, ha perso il controllo dell’auto che si è ribaltata, bloccandosi di traverso sulla strada. Per fortuna non ha riportato ferite nello schianto, ma neanche l’incidente è riuscito a fermare la sua fuga. È uscito dall’abitacolo e ha tentato di scappare a piedi, ma è stato raggiunto dai carabinieri nel giro di pochi minuti. Durante l’arresto ha opposto resistenza, colpendo con calci e spinte, ma i militari sono riusciti a contenerlo senza che la situazione degenerasse ulteriormente.
L’uomo è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Il giorno dopo è comparso davanti al giudice per il processo per direttissima. Per lui è scattato l’obbligo di firma quotidiano alla polizia giudiziaria e il nulla osta per l’espulsione dall’Italia, misura ritenuta necessaria dopo la pericolosa fuga. Questa vicenda mette ancora una volta in luce quanto siano gravi i rischi di una guida irresponsabile e quanto sia importante l’intervento rapido delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza di tutti.
