Truffatore Usa arrestato a Pavia: carte di credito clonate e furto da centinaia di migliaia di dollari

Redazione

3 Aprile 2026

Il pomeriggio del 2 aprile 2026, una volante della polizia di Pavia ha fermato un’auto di grossa cilindrata con targa straniera durante un controllo di routine. A bordo c’era un uomo di 39 anni che, una volta identificato, ha subito attirato l’attenzione degli agenti. Le verifiche incrociate nelle banche dati della Questura hanno rivelato qualcosa di ben più serio: quell’uomo era ricercato a livello internazionale. Un mandato di arresto della Corte distrettuale della California del Sud pendeva su di lui. Le autorità americane lo indicano come il capo di un’organizzazione criminale dedita alla clonazione di carte di credito agli sportelli Atm, con ripercussioni dirette sui fondi destinati all’assistenza sociale per le famiglie più vulnerabili.

Skimming: la truffa ai bancomat che colpisce i piĂą deboli

L’uomo arrestato è accusato di aver guidato una rete criminale transnazionale dedita allo skimming, una truffa che consiste nell’installare dispositivi illegali sui bancomat per carpire i dati delle carte di credito inserite dagli utenti. Con quei dati venivano clonate le carte e messi a segno prelievi illeciti. La rete agiva soprattutto in California, sfruttando questa tecnica su molte postazioni Atm e riuscendo a sottrarre somme ingenti. Le vittime erano per lo più famiglie a basso reddito, che vedevano sparire proprio quei soldi stanziati per il loro sostegno.

Le indagini americane hanno dimostrato che questa frode elettronica ha causato perdite per centinaia di migliaia di dollari, accumulati con prelievi rapidi e continui. La banda utilizzava strumenti tecnologici sofisticati per nascondere le proprie tracce e depistare gli investigatori. L’arresto in Italia ha interrotto una catena di truffe che la polizia americana stava seguendo da tempo. Le prove raccolte confermano il ruolo chiave del 39enne come organizzatore e promotore di questa associazione criminale. L’operazione segna un passo avanti importante nella collaborazione internazionale contro la criminalità informatica e finanziaria.

Fermato nel Pavese durante un controllo stradale

L’arresto è scattato nel Pavese, durante un normale controllo su strada. Gli agenti hanno notato l’auto sospetta con a bordo più persone, ma si sono concentrati subito sull’uomo ricercato. Dopo la verifica nelle banche dati internazionali, è scattato il fotosegnalamento che ha confermato l’identità del latitante. L’uomo è stato portato in carcere a Pavia, in attesa delle procedure di estradizione affidate alla Corte d’Appello di Milano.

Negli Stati Uniti è accusato di frode elettronica e furto aggravato di identità, reati che prevedono fino a dieci anni di carcere. Le prove raccolte mostrano come la rete criminale agisse con estrema rapidità, effettuando prelievi fraudolenti di decine di migliaia di dollari in tempi brevissimi.

La collaborazione tra polizie italiana e americana ha portato a questo risultato decisivo per smantellare una struttura che sfruttava la tecnologia per colpire chi era già in difficoltà. Ora si attende l’avvio delle procedure giudiziarie per il trasferimento del latitante negli Stati Uniti e il proseguimento del processo.

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