A Monza, la metropolitana 5 resta solo un progetto sulla carta. I cantieri non si aprono, le attese si allungano e la pazienza dei cittadini si assottiglia giorno dopo giorno. Doveva essere una svolta, un modo per viaggiare senza stress e per respirare aria più pulita, ma il via libera del ministero si fa attendere e con lui la gara d’appalto. Intanto, la città rimane ferma, bloccata in un limbo che pesa sulle spalle di chi sperava in un cambiamento reale.
Il decreto che non arriva e il blocco della metropolitana
Il vero nodo è il decreto ministeriale che Milano Metropolitana attende per lanciare la gara d’appalto. Senza quel documento, lo stallo perdura da giugno 2023. Gli attivisti di Hq parlano di un lento stillicidio di ritardi e promesse non rispettate. Senza il via ufficiale, non si può nemmeno iniziare la procedura per affidare i lavori.
Quando finalmente partirà la gara, la strada sarà ancora lunga: serviranno circa dodici mesi per scegliere l’impresa e completare l’iter. Poi, almeno cinque anni di cantiere per costruire la linea, più un anno di collaudi per garantire la sicurezza. Ogni ritardo, quindi, allunga di parecchio i tempi totali.
Questa metropolitana non è solo un modo per spostarsi più facilmente in Brianza e nell’area metropolitana. È anche un intervento fondamentale per ridurre il traffico su strada. La linea lilla è vista come la soluzione per alleggerire le strade congestionate e offrire un trasporto pubblico valido.
Aria sempre più inquinata: i dati che non lasciano dubbi
L’inquinamento non è un’emergenza a intermittenza, ma un problema continuo che pesa sulla salute di tutti. Lo scorso inverno, i dati di Arpal e Asst hanno confermato che in Brianza i limiti per alcune sostanze inquinanti sono stati superati di molto. Hq cita anche studi internazionali che confermano l’allarme.
Secondo il Global Health Institute di Barcellona e il Public Health Institute svizzero, nell’area di Milano e Monza muoiono prematuramente ogni anno circa 5.000 persone a causa delle polveri sottili, e 2.000 per l’alto livello di biossido di azoto. L’International Institute for Applied System Analysis ha addirittura piazzato l’area Milano-nord, con Monza, al primo posto in Europa per decessi prematuri legati all’inquinamento.
Per il comitato Hq, le misure temporanee per limitare il traffico non bastano più. Serve un cambiamento vero, strutturale, che rispetti le normative europee e nazionali. E tra le soluzioni più importanti c’è proprio l’ampliamento della metropolitana, per tagliare le emissioni dei veicoli privati.
Proteste, esposti e pressioni per sbloccare i cantieri
Di fronte ai continui ritardi, Hq annuncia passi forti sul fronte legale e istituzionale. È in arrivo un esposto alla Commissione Europea per omissione: la mancata partenza dei lavori violerebbe il diritto comunitario. Parallelamente, è prevista una denuncia alla Procura italiana per reati ambientali.
Le responsabilità sono chiare: Stato, Regione e Comuni devono agire concretamente per migliorare la qualità dell’aria. La Corte di Giustizia europea ha già condannato più volte l’Italia per non aver rispettato i limiti di inquinamento, ricordando che tutelare l’ambiente è un obbligo inderogabile.
Isabella Tavazzi, portavoce di Hq, ha espresso delusione per la lentezza degli enti locali e l’assenza di iniziative decise. Ha sottolineato come il Comune di Monza abbia finora mantenuto un atteggiamento più attendista che propositivo. Serve invece una mobilitazione forte da parte di Milano, Monza e Cinisello per fare pressione sulle autorità ministeriali e sbloccare la situazione. Solo così si potrà sperare di vedere partire finalmente i lavori della linea lilla.
I ritardi non pesano solo sulla viabilità , ma anche sulla salute e sull’ambiente, allargando la questione a migliaia di residenti e pendolari dell’area milanese e brianzola.
