Milano, domenica all’alba. La nebbia ancora fitta avvolge viale Papiniano quando una Porsche Spyder sbandando finisce contro alcune auto parcheggiate. Lorenzo Mattia Persiani, 21 anni, studente universitario, era al volante. Tornava da una serata con gli amici, forse un attimo di distrazione o forse troppa velocità : quel momento è bastato a spezzargli la vita. Sul posto, il silenzio pesa più di ogni parola. Una tragedia che lascia un vuoto profondo, proprio nel cuore pulsante della città .
Lorenzo Persiani, tra Milano e Madrid: una vita proiettata al futuro
Lorenzo viveva a Brera con la madre, una delle zone più vivaci e artistiche di Milano. Era nato il 14 dicembre scorso e da poco aveva compiuto 21 anni. Sognava di diventare odontoiatra e studiava Medicina all’Università Vita-Salute San Raffaele, una delle più prestigiose in città . Prima di approdare all’ateneo milanese, aveva frequentato l’International School of Milan e trascorso un anno a Madrid, esperienza che lo aveva segnato profondamente.
Non era solo studio e impegno per lui. Amava il brivido delle corse, praticava karting fin da giovane, trovando in quel mondo adrenalina e sana competizione. Gli amici lo ricordano come un ragazzo determinato, pieno di progetti e ambizioni. Una storia breve, ma intensa, interrotta troppo presto.
Porsche Spyder noleggiata e la notte in città prima dell’incidente
La macchina coinvolta è una Porsche 718 Spyder RS, un bolide sportivo a due posti. Un dettaglio che ha reso la situazione ancora più precaria: a bordo, oltre a Lorenzo, c’erano due amiche che si erano accomodate una sull’altra per trovare spazio. L’auto era stata noleggiata da uno studio dentistico in zona Repubblica, con cui il giovane aveva legami professionali o personali.
La notte precedente, Lorenzo era stato all’Apophis club di via Merlo, nel quartiere San Babila, locale molto frequentato dai giovani milanesi. Tornava a casa con gli amici, forse un po’ stanco ma ancora in compagnia. La Porsche, elegante e rara da vedere per le sue dimensioni compatte, ha lasciato quella zona affollata per una strada meno trafficata, nel primo risveglio della città .
L’incidente: la perdita di controllo e lo schianto contro le auto parcheggiate
Intorno alle 6 del mattino è arrivata la tragedia. Secondo le prime ricostruzioni, la Porsche con targa tedesca viaggiava su viale Papiniano e stava per svoltare in viale di Porta Vercellina verso piazzale Baracca. All’incrocio con via Matteo Bandello, vicino al carcere di San Vittore, Lorenzo avrebbe perso il controllo, probabilmente per eccesso di velocità in curva.
L’auto ha urtato il cordolo a destra, poi si è schiantata contro quattro auto parcheggiate. L’impatto ha deformato l’abitacolo, intrappolando i ragazzi a bordo in una trappola di metallo. I segni della violenza del colpo erano evidenti sull’asfalto e sui veicoli, lasciando poco spazio ai soccorritori.
La dinamica fa pensare non solo a una velocità troppo alta, ma anche a una curva insidiosa e a condizioni difficili, con l’asfalto umido e scarsa illuminazione.
Soccorsi tempestivi, ma Lorenzo non ce l’ha fatta
I soccorsi sono arrivati subito: automedica, infermieristica, tre ambulanze e i vigili del fuoco per liberare i ragazzi dall’abitacolo. Le condizioni di Lorenzo erano gravissime. È stato portato in codice rosso al Policlinico di Milano e sottoposto a un intervento d’urgenza per cercare di salvarlo. Purtroppo, poche ore dopo, i medici hanno dovuto dichiararne il decesso. Le due amiche in auto sono rimaste ferite, trasportate in codice giallo: condizioni serie, ma non critiche.
La strada è stata chiusa per consentire soccorsi e rilievi della Polizia Locale, che sta ricostruendo con precisione quanto accaduto. Le indagini proseguono.
Il ricordo di Lorenzo: il dolore degli amici e la città che si ferma
La notizia della morte di Lorenzo ha scosso amici e conoscenti. Il luogo dello schianto, vicino a piazzale Aquileia, è diventato un piccolo altare a cielo aperto. Fiori, biglietti e peluche testimoniano l’affetto di chi lo conosceva, di chi ha condiviso con lui sogni e momenti di gioia.
In tanti hanno voluto salutare un ragazzo che aveva davanti a sé un futuro pieno di speranze. La sua scomparsa ha acceso un dibattito, soprattutto tra i giovani, sulla responsabilità alla guida e sull’importanza di non sottovalutare i rischi della strada.
Milano si stringe attorno a una famiglia devastata dal dolore. Una tragedia che ricorda quanto guidare sia una sfida quotidiana, spesso più fragile di quanto si pensi.
