Venerdì sera, un colpo lampo ha scosso la quiete della chiesa di San Michele Arcangelo a Roncaro, provincia di Pavia. I ladri si sono concentrati sulle grondaie: sei metri di pluviali in rame sono spariti in pochi minuti, lasciando dietro di sé solo le parti più basse, quelle facilmente raggiungibili senza scale o attrezzi. Un’azione precisa, studiata a tavolino. Solo il giorno dopo, sabato 28 marzo, il parroco ha scoperto il danno e ha subito allertato i carabinieri, aprendo così un’indagine che mira a fare luce su questo furto mirato.
Il furto a Roncaro: un colpo studiato per non farsi notare
Il modo in cui è stato portato a termine il furto parla chiaro. Sei metri di pluviali in rame, presi da quattro grondaie diverse, ma solo nelle parti più basse, a portata di mano. Nessuna scala, nessun attrezzo pesante usato, e nessun tentativo di arrivare ai punti più alti. Tutto lascia pensare a un’azione studiata per essere rapida e silenziosa, probabilmente di sera o di notte, quando la zona è più deserta.
I ladri si sono portati via solo ciò che potevano trasportare senza problemi, evitando qualsiasi cosa potesse rallentarli o lasciare tracce evidenti. È il classico furto “da strada”, fatto con pochi mezzi, forse da piccoli gruppi o anche da singoli, senza una grande organizzazione dietro.
Furti simili a Casorate Primo: un copione già visto
Non è la prima volta che accade. Il 19 marzo scorso, nella notte, un furto simile ha colpito il Municipio di Casorate Primo, sempre in provincia di Pavia. Anche lì, circa sei metri di pluviali in rame sono stati smontati, ma solo dalle parti più accessibili della facciata.
Le somiglianze tra i due episodi hanno subito fatto pensare a una possibile stessa banda o a gruppi legati tra loro. Tuttavia, al momento non ci sono conferme dalle indagini. Gli inquirenti non escludono che si tratti di gruppi diversi, attratti da furti veloci e di piccola entità, piuttosto che da colpi più complessi e organizzati.
Il fenomeno dei furti di rame nel Pavese: piccoli colpi, grande fastidio
Nel Pavese i furti di rame spesso seguono lo stesso schema: rapidi, mirati e con quantità contenute. Sono molto diversi dalle azioni più strutturate di bande che puntano a cimiteri o fabbriche abbandonate, dove si cerca di portare via grandi quantità con mezzi pesanti.
Chi agisce in questo modo preferisce colpi facili e immediati, per non attirare troppo l’attenzione delle forze dell’ordine. Si limita a portare via parti di rame accessibili dalla strada, senza usare attrezzature ingombranti o impiegare troppo tempo.
Questo tipo di furti evidenzia una realtà fatta di piccoli gruppi o singoli che agiscono con metodi simili in diverse zone del Pavese, quasi come se fosse una “serie” di colpi. Il valore della refurtiva è contenuto, ma l’effetto sul territorio è evidente: aumenta la percezione di insicurezza e danneggia beni pubblici e religiosi.
Indagini in corso: le forze dell’ordine al lavoro per fare luce
Dopo la denuncia del parroco, i carabinieri di Pavia hanno subito avviato le indagini per risalire ai responsabili. Gli investigatori stanno esaminando tempi, modalità e luoghi del furto, cercando di capire se ci siano collegamenti con altri episodi simili, come quello di Casorate Primo.
Finora non ci sono prove certe che indichino un unico gruppo di colpevoli. Gli inquirenti tengono aperte varie piste, anche quella che potrebbe trattarsi di ladri diversi che copiano tecniche già viste nel territorio.
Le forze dell’ordine hanno coinvolto anche la comunità locale, chiedendo segnalazioni e informazioni utili per chiarire i fatti. Nel frattempo, la sorveglianza nelle zone più a rischio è stata aumentata, con controlli più frequenti per evitare nuovi furti e proteggere edifici di valore storico e sociale.
