«Oggi il sistema Siss è andato di nuovo in tilt», sbotta un medico di famiglia nel cuore di Milano. Non è un caso isolato. Da settimane, negli studi della città e della sua provincia, i guasti al sistema informatico regionale rallentano ogni operazione: connessioni che si bloccano all’improvviso, schermate che si congelano, dati che non si caricano. La situazione è diventata insostenibile. La Fimmg, il sindacato dei medici di base, lancia un grido d’allarme: le difficoltà crescono, la pazienza diminuisce. E mentre la Regione fatica a trovare risposte efficaci, negli ambulatori l’atmosfera si fa sempre più tesa, con il rischio concreto di una mobilitazione che potrebbe scuotere tutto il sistema sanitario locale.
Siss ko: come i guasti bloccano il lavoro dei medici
I disservizi del sistema Siss sono ormai un problema costante per i medici di Milano e provincia. Anna Pozzi, segretaria della Fimmg locale, spiega che il software va in crash spesso e la connessione è così lenta da bloccare operazioni di routine ma indispensabili. Compilare certificati, prescrivere farmaci o esami diagnostici, consultare il fascicolo sanitario elettronico diventano sfide quotidiane. I medici si trovano a dover aspettare minuti interminabili per far caricare le informazioni, con errori che mettono a rischio la qualità e la tempestività delle cure. Il problema si fa sentire soprattutto nel cuore della città, dove la domanda di prestazioni è più alta e l’efficienza degli strumenti digitali è fondamentale per gestire appuntamenti ed emergenze. Nei momenti di maggior lavoro, la tecnologia cede sotto il peso delle richieste.
Ricette a mano, l’unica via quando Siss si blocca
Quando il sistema Siss va offline, i medici sono costretti a tornare al vecchio ricettario cartaceo, compilando a mano le prescrizioni. Ma questa non è una soluzione definitiva. Come ricorda la segretaria Pozzi, i cosiddetti “ricettari rossi” sono in numero limitato e spesso finiscono prima che il sistema torni a funzionare. Senza moduli a disposizione, i medici devono razionare le prescrizioni, creando problemi ai pazienti che hanno bisogno di continuità nelle terapie. Il problema è ormai strutturale. La Fimmg ha più volte avvisato la Regione Lombardia, chiedendo interventi concreti e un rafforzamento delle risorse per i medici. Incontri con i rappresentanti regionali ci sono stati, ma finora senza risultati tangibili. La mancanza di risposte penalizza non solo i medici, ma tutto il sistema sanitario, soprattutto in un momento in cui la digitalizzazione dovrebbe semplificare, non complicare, il lavoro.
Cresce il malumore, si pensa allo sciopero
Il perdurare dei problemi ha acceso il malcontento tra i medici di famiglia dell’area milanese. La Fimmg segnala un aumento di adesioni tra i medici che vogliono far sentire la loro voce con proteste decise. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche lo sciopero, che potrebbe partire proprio da Milano e coinvolgere la provincia. L’obiettivo è chiaro: difendere la dignità della professione e garantire un servizio di qualità ai cittadini. Le difficoltà con gli strumenti digitali e l’assenza di risposte da parte delle autorità alimentano un senso di abbandono e frustrazione. Le rivendicazioni non riguardano solo i problemi tecnici, ma anche la valorizzazione del lavoro medico e condizioni adeguate per tutelare la salute pubblica. Uno sciopero sarebbe un segnale forte per la Regione Lombardia, ma anche un campanello d’allarme per chi guida la sanità regionale.
Sanità lombarda sotto pressione: problemi tecnologici e bilanci in rosso
I guasti del sistema Siss si inseriscono in un contesto più ampio di difficoltà per la sanità lombarda nel 2024. Sul tavolo c’è un possibile deficit che, secondo alcune fonti governative, oscilla tra 1,6 e 2,2 miliardi di euro. Questa situazione mette sotto pressione tutto il servizio sanitario regionale, mettendo a rischio efficienza e sostenibilità. Le fragilità tecnologiche si sommano ai problemi di bilancio, rallentando gli investimenti e gli interventi necessari a migliorare i centri medici. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso deve trovare l’equilibrio tra i numeri e le richieste di medici e cittadini. La pressione sulle strutture, soprattutto nelle grandi città come Milano, cresce ogni giorno. Senza un rafforzamento degli strumenti informatici e una revisione delle risorse, il sistema rischia di entrare in crisi, con effetti negativi sull’assistenza e sulla qualità delle cure nell’area metropolitana.
